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DIAGNOSI E AUTODIAGNOSI

Ho sentito parlare da Internet/Radio/Tv/un conoscente di questa sindrome e mi sono rispecchiato in molte mie caratteristiche che mi hanno portato a vivere la mia condizione con disagio, come posso fare per ricevere una diagnosi?

Gentile Utente,

Molti come te ci scrivono in età adulta per avere una diagnosi. È molto probabile che tu faccia parte di questa condizione, ma è molto difficile soprattutto in Italia riuscire ad avere una diagnosi adeguata in età adulta, molte delle strutture pubbliche non sono ancora preparate, le neuropsichiatrie specializzate sono tutte infantili e non possono rilasciare diagnosi in età adulta. Inoltre se sei riuscito a trovare strategie adattative efficaci fino ad ora è probabile che al momento tu rientri nella variante subclinica/normale ragione per cui potresti non ricevere la diagnosi. Ti consigliamo in ogni caso di approfondire attraverso questo test Aspie Quiz 

Ti ricordiamo che questo test ha valore solo indicativo e non diagnostico. Se successivamente al test dovessi avere dati validi per presupporre la necessità di una diagnosi e un eventuale intervento clinico inviaci la tua zona di residenza e ti forniremo il professionista o il centro più adatto a te.

Dal nostro punto di vista ti sconsigliamo l’accanimento o di rivolgerti a privati, è un percorso dispendioso e spesso inefficace, se l’obiettivo è di ottenere sussidi, invalidità, iscrizioni alle classi protette del lavoro è richiesta in ogni caso la documentazione di una struttura pubblica.

 

Ho sentito parlare da Internet/Radio/Tv/un conoscente di questa sindrome e vi ho ritrovato finalmente tantissime caratteristiche di mio figlio/nipote/fratello/parente/partner/amico, come posso fare per fargli ricevere una diagnosi?

Gentile Utente,

 

Molti come te ci scrivono per ricevere una diagnosi per il proprio caro. Per risponderti richiediamo maggiori informazioni. Il percorso è differente in base all’età e alla zona di residenza. Se si tratta di età infantile, le strutture pubbliche sono molto ben preparate in alcune regioni di Italia, meno in altre, ma abbiamo una serie di esempi positivi verso i quali tramite l’iter classico è facile effettuare degli approfondimenti e ricevere una diagnosi in tempi precoci ed essere indirizzati verso il tipo di intervento più adeguato. Se si tratta di un adolescente, è ugualmente semplice, ma è probabile che abbia sviluppato dei comportamenti problematici e necessiti di un supporto differente, inoltre se non ha ricevuto una diagnosi sino a oggi, potrebbe essere un caso atipico o più sfumato più difficile da essere diagnosticato sarebbe forse meglio quindi cercare di andare a colpo sicuro. Se ci troviamo di fronte a un caso di età adulta la faccenda si complica. Sappiamo che è molto difficile soprattutto in Italia riuscire ad avere una diagnosi adeguata in età adulta, molte delle strutture pubbliche non sono ancora preparate, le neuropsichiatrie specializzate sono tutte infantili e non possono rilasciare diagnosi in età adulta. Inoltre se la persona in questione è riuscita a trovare strategie adattative efficaci fino ad ora è probabile che al momento rientri nella variante subclinica/normale per questo motivo potrebbe non ricevere la diagnosi. Bisogna inoltre approfondire se la persona in questione viva questa condizione con disagio o con serenità, cioè se il problema a determinate stranezze non sia prima il nostro che il loro. Se la persona in questione ha un lavoro, una vita sociale e affettiva discreta, o pur non avendola non la desidera avere, sconsigliamo vivamente di indurlo a una diagnosi.

Ti consigliamo in ogni caso di metterlo a conoscenza col giusto tatto e in caso di approfondire attraverso questo test Aspie Quiz

Ti ricordiamo che questo test ha valore solo indicativo e non diagnostico. Se successivamente al test dovessi avere dati validi per presupporre la necessità di una diagnosi e un eventuale intervento clinico inviaci la tua zona di residenza e ti forniremo il professionista o il centro più adatto a te.

Dal nostro punto di vista ti sconsigliamo l’accanimento o di rivolgerti a privati, è un percorso dispendioso e spesso inefficace se l’obiettivo è di ottenere sussidi, invalidità, iscrizioni alle classi protette del lavoro è richiesta in ogni caso la documentazione di una struttura pubblica.

 

Ho sentito parlare da Internet/Radio/Tv/un conoscente di questa sindrome e vi ho ritrovato finalmente tantissime caratteristiche di mio figlio/nipote/fratello/parente/partner/amico, come posso metterlo a conoscenza di queste sue caratteristiche senza ferirlo? 

Gentile Utente,

La tematica che mi poni non mi è nuova ed è molto delicata. Molti di noi asperger hanno ritrovato nella propria diagnosi a differenza di quello che si possa pensare un riconoscimento identitario e non medico. Noi prendiamo dunque le distanze da un approccio all'autismo come malattia da estirpare, ma riconosciamo a pieno le nostre caratteristiche. Ragion per cui porre la questione a questa persona come se avesse un problema o fosse un malato da diagnosticare significherebbe a ragione per lui un’ulteriore dimostrazione da parte del mondo esterno di non riconoscimento e negazione. Gli si può però spiegare che esistono altre persone come lui che possono capirlo e che condividono il suo modo di percepire la realtà.

Io ad esempio mi sono autodiagnosticata come molti di noi e in seguito ho confermato la mia diagnosi presso strutture ospedaliere, dopo avere visto il film "Crazy in love - Mozart and the whale”.

 Esiste una lunga filmografia in merito che potrebbe essere illuminante soprattutto se il ragazzo è già in cerca di un percorso di autoaffermazione.

Il mio consiglio è selezionare e vedere un film insieme con lui senza dirlo direttamente e magari ammiccando cercare di fargli notare in maniera autonoma delle similitudini con i protagonisti, magari dando a questi una valenza molto positiva.

In caso di esito positivo successivamente potresti provare ad approfondire attraverso questo test Aspie Quiz 

Ti ricordiamo che questo test ha valore solo indicativo e non diagnostico. Se successivamente al test dovessi avere dati validi per presupporre la necessità di una diagnosi e un eventuale intervento clinico inviaci la tua zona di residenza e ti forniremo il professionista o il centro più adatto a te.

Dal nostro punto di vista ti sconsigliamo l’accanimento o di rivolgerti a privati, è un percorso dispendioso e spesso inefficace se l’obiettivo è di ottenere sussidi, invalidità, iscrizioni alle classi protette del lavoro è richiesta in ogni caso la documentazione di una struttura pubblica.

  

TERAPIA ED INTERVENTO

Mio figlio/nipote/fratello/parente/partner/amico ha appena ricevuto una diagnosi di disturbo dello sviluppo, come posso guarire mio figlio/nipote/fratello/parente/partner/amico dall’autismo?

 

Gentile Utente,

 

Quando parliamo di autismo, e in particolare della sindrome di asperger, non possiamo approcciare a questa come a un disturbo, ma piuttosto a una caratteristica, a un vero e proprio modo di essere. Moltissime persone con la sindrome di asperger non desiderano essere "guarite da loro stesse" e trovano, soprattutto in età postadolescente e adulta, una totale liberazione nel ricevere una diagnosi che possa quantomeno identificare ciò che è la loro sensazione d’inadeguatezza e quella percezione di diversità che fino allora non riesce a trovare spiegazione. Quando parliamo di autismo non possiamo dunque pensare a una terapia, ma a un intervento psicoeducativo che deve durare lungo tutto il percorso della vita della persona interessata, questo intervento deve essere incrociato e unito negli intenti da parte della famiglia, della scuola, del mondo del lavoro ed eventualmente e nel caso sia necessario del professionista. Attualmente esistono delle Linee guida scaricabili dove è possibile trovare tutti gli interventi più o meno efficaci. I più accreditati sono attualmente la terapia cognitivo comportamentale e l’ABA secondo i casi.

 

Se sei invece interessato al punto di vista di una persona asperger adulta come me ad esempio, ti consiglierei piuttosto di non partire dall’idea per la quale una persona è malata e quindi sbagliata, ma piuttosto di provare a capire l'origine del disagio e trovare il modo per far sentire quella persona a maggiore agio possibile e di conseguenza migliorare la sua autostima e la qualità della sua vita. È plausibile che come conseguenza dei continui fraintendimenti, emarginazione, raggiri, bullismo, fattori esterni ed esperienze negative ai quali le persone come noi sono sottoposte quotidianamente, si reagisca in maniera problematica e divenga necessario l’intervento di un professionista che possa in qualche modo recuperare ai danni subiti. Per rispondere quindi alla domanda, NO, non si guarisce dall'autismo si nasce e si è autistici tutta la vita ma si possono ottenere grandi risultati e avere in molti casi una vita anche soddisfacente. Saresti capace di guarire dalla tua condizione di normalità?